Nel documento, uno dei temi centrali che il CFE intende evidenziare e che i consulenti fiscali non sono banche e che i modelli regolatori concepiti per gruppi finanziari integrati non dovrebbero essere applicati automaticamente alle strutture professionali di consulenza. Il CFE osserva che molti studi di consulenza fiscale operano tramite partnership, associazioni professionali, studi multidisciplinari e reti internazionali di studi membri giuridicamente indipendenti, piuttosto che attraverso gruppi societari centralmente controllati.
Per questo motivo, il documento invita AMLA a distinguere chiaramente tra strutture realmente integrate con supervisione AML/CFT centralizzata e normali accordi di cooperazione professionale che comportano branding condiviso, metodologie, programmi di formazione, piattaforme tecnologiche o reti di referral. Secondo il CFE, tali accordi di cooperazione non dovrebbero far scattare automaticamente l'applicazione di obblighi AML equivalenti a quelli di gruppo.