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CFE Tax Advisers EuropeAttività

Attività della CFE Tax Advisers Europe

luglio 2026a cura di Piergiorgio Valente6 min di lettura

Nel 2026 la CFE ha intensificato la sua attività, con momenti di confronto tecnico e proposte strategiche che hanno segnato un’accelerazione nel dialogo tra consulenti fiscali e istituzioni europee.

In particolare, la CFE ha avuto modo di proseguire tutti i progetti in atto con le Istituzioni dell’OCSE e dell’Unione Europea ampliando l’analisi di nuove tematiche al fine di incrementare la condivisione di riflessioni critiche e l’ampliamento di nuove tax policies. La CFE, infatti, è parte della “Platform for Tax Good Governance” della Commissione Europea, un gruppo composto da professionisti del settore fiscale e da rappresentanti esperti delle imprese e delle organizzazioni della società civile che ha l’obiettivo di realizzare un dialogo strutturato e uno scambio di competenze che possono contribuire a un approccio europeo più coordinato ed efficace contro l’evasione e l’elusione fiscale.

Occorre evidenziare che il futuro della fiscalità sarà sempre più incentrato sull’evitare situazioni di doppia imposizione e di doppia non imposizione, nonché sulla gestione coordinata dei nuovi fenomeni economici, con particolare riferimento:

  • all’aumento e alla crescente complessità delle transazioni transfrontaliere e delle catene del valore globali;

  • all’esigenza di una maggiore equità nella ripartizione del potere impositivo e del carico fiscale tra le diverse giurisdizioni;

  • al rafforzamento dei meccanismi di cooperazione e coordinamento internazionale in materia di tassazione globale, anche attraverso strumenti multilaterali, al fine di favorire la certezza del diritto e la fluidità delle operazioni internazionali;

  • all’analisi degli effetti della digitalizzazione dell’economia, inclusi i modelli di business digitali, la creazione di valore immateriale e l’individuazione della presenza fiscale significativa;

  • al contrasto all’erosione della base imponibile e al trasferimento degli utili, nonché all’attuazione delle regole sulla minimum tax globale;

  • al crescente ruolo della trasparenza fiscale, dello scambio automatico di informazioni e dell’utilizzo delle nuove tecnologie nei controlli fiscali;

  • all’evoluzione dei meccanismi di risoluzione delle controversie internazionali e di prevenzione del contenzioso, anche in un’ottica di tutela dei diritti del contribuente.

Numerosi sono gli opinion statements emessi in questi anni dalla CFE al fine di chiarire la posizione dell’organizzazione rispetto alle iniziative fiscali prese da istituzioni europee e internazionali.

Nel primo semestre del 2026 la CFE Tax Advisers Europe ha pubblicato i seguenti lavori:

  • Opinion Statement CFE 1/2026 - European Commission Public Consultation on Rule of Law Reports 2026[^1]. Con l’opinion statement in questione, la CFE segnala che l’espansione dei poteri di enforcement fiscale delle amministrazioni tributarie - in particolare quanto ad accesso ai dati del contribuente, obblighi di disclosure e scambio transfrontaliero di informazioni - solleva crescenti criticità di rule of law che il ciclo di monitoraggio dovrebbe considerare. La CFE condivide gli obiettivi di interesse pubblico perseguiti da tale normativa, ma richiama la necessità di garanzie e rimedi giurisdizionali effettivi e uniformemente funzionanti in tutti gli Stati membri, richiamando a supporto due recenti pronunce della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo: Latorre Atance c. Spagna (2025), che ha ravvisato una violazione dell’articolo 6 CEDU per giudicati contraddittori resi dalla medesima sezione dell’Audiencia Nacional in procedimenti di responsabilità fiscale connessi, e Ferrieri e Bonassisa c. Italia (2026), che ha ravvisato una violazione dell’articolo 8 CEDU per il potere discrezionale sostanzialmente incontrollato riconosciuto alle autorità fiscali di accedere a dati bancari dettagliati. Il documento richiama inoltre la sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea Ordre des Avocats du Barreau de Luxembourg (C-432/23), che tutela la riservatezza della consulenza legale quale componente strutturale del rule of law. La CFE auspica pertanto che il ciclo Rule of Law valuti sistematicamente, negli ambiti fiscali e amministrativi, l’esistenza di basi legali chiare, di un sindacato giurisdizionale effettivo e di organi giudicanti tributari indipendenti.

  • Opinion Statement CFE 1/2026 - Revisions to Chapter VII of the OECD Transfer Pricing Guidelines*[^2]. La CFE Tax Advisers Europe ha risposto alla consultazione pubblica dell’OCSE (Working Party No. 6 del Committee on Fiscal Affairs, consultazione aperta dal 1° giugno al 22 luglio 2026) sulla bozza di revisione del Capitolo VII delle Transfer Pricing Guidelines, dedicato ai servizi infragruppo. L’OCSE precisa che le revisioni non intendono modificare i principi generali della disciplina; la CFE, condividendo l’obiettivo di modernizzare il testo, indirizza le proprie osservazioni a garantire che la nuova formulazione realizzi davvero quell’obiettivo nella pratica. Il contenzioso sui servizi infragruppo resta una fonte di costi di compliance per le imprese: la guida rivista dovrebbe promuovere coerenza interpretativa tra le giurisdizioni, proporzionalità e certezza del diritto - i parametri che la CFE utilizza per valutare l’intera revisione.

La CFE accoglie con favore la conferma che il benefit test vada valutato sulla base dei fatti e delle circostanze esistenti al momento in cui il servizio è reso: un progetto può fallire o le condizioni di mercato cambiare, ma ciò non incide di per sé sull’esistenza del servizio - conta se, al momento dell’attività, vi fosse una ragionevole aspettativa di beneficio economico per il destinatario. Accoglie con favore anche la conferma che benefit test e determinazione del compenso at arm’s length sono analisi distinte, da non confondere, e che eventuali perdite del destinatario non provano di per sé l’assenza del servizio.

Per la CFE l’analisi deve concentrarsi sulla sostanza dell’attività e sul beneficio per il destinatario, non sul ruolo di chi la svolge.

  • CFE Charter of Tax Advisers’ Rights and Obligations in an AI-Influenced Tax Advisory Environment[^3]. L’intelligenza artificiale sta cambiando sia il modo in cui i tax adviser lavorano sia il modo in cui le amministrazioni fiscali europee effettuano controlli e accertamenti, mentre l’AI Act dell’Unione europea introduce obblighi specifici per i sistemi di IA ad alto rischio nel settore pubblico. Con questo documento, la CFE propone una Carta dei diritti e dei doveri del tax adviser in questo nuovo contesto, ritenendo che gli strumenti esistenti - tra cui il Model Taxpayer Charter elaborato da CFE, IBFD e OCSE nel 2016 - non affrontino questioni ormai centrali come gli algoritmi, la mitigazione dei bias e il diritto al riesame umano. La Carta individua sette principi guida: l’autonomia professionale, per cui il tax adviser mantiene piena responsabilità nell’accettare, adattare o respingere gli output dell’IA, senza cedere all’“automation bias”; l’alfabetizzazione e la competenza tecnica nell’utilizzo degli strumenti di IA, da acquisire tramite formazione continua; la trasparenza verso clienti e stakeholder sull’uso dell’IA, quando questo incide in modo rilevante sulla consulenza; la protezione dei dati e la riservatezza, nel rispetto del GDPR, del segreto professionale e con adeguata due diligence sui fornitori; l’integrità della professione e la fiducia pubblica, con attenzione alla formazione dei professionisti junior; l’obiettività e la consapevolezza dei bias algoritmici, tramite verifica incrociata con le fonti giuridiche primarie; e la consapevolezza normativa rispetto all’evoluzione dell’AI Act, cui si accompagna il diritto della professione a ricevere chiare linee guida dai regolatori. La CFE qualifica questo intervento come un primo passo, cui dovrebbero seguire carte analoghe per le amministrazioni fiscali e per i contribuenti.