In tutto il contributo, il CFE chiede maggiore certezza giuridica, distinzioni più chiare tra gruppi integrati e reti professionali, un riconoscimento più forte degli obblighi di segreto professionale e un approccio proporzionato ai requisiti AML/CFT per i soggetti obbligati non finanziari. Il CFE sottolinea l'importanza di orientamenti settoriali specifici e di misure attuative concretamente applicabili alle professioni non finanziarie.
Il CFE ribadisce il proprio impegno a sostenere lo sviluppo di un quadro AML europeo efficace e armonizzato e guarda con favore al proseguimento del dialogo con AMLA, la Commissione europea e gli altri portatori di interesse durante l'attuazione del Single Rulebook AML dell'UE.
Vi invitiamo a leggere le osservazioni presentate e restiamo a disposizione per eventuali domande.