Il primo panel ha analizzato le tensioni cui sono oggi sottoposti i sistemi fiscali, in un contesto caratterizzato da crescenti esigenze di competitività, instabilità geopolitica e crescente complessità del coordinamento tributario internazionale.
Benjamin Angel (Commissione europea) ha illustrato il prossimo pacchetto europeo di semplificazione normativa, volto a ridurre gli oneri di compliance attraverso interventi di revisione di diverse direttive e la razionalizzazione degli obblighi di reporting sovrapposti. Nel corso del dibattito, Edwin Visser (PwC) ha osservato come la complessità normativa derivi frequentemente dalle modalità di recepimento adottate dagli Stati membri, richiamando in particolare i fenomeni di gold plating. Helen Pahapill (UN Framework Convention on International Tax Cooperation) ha invece evidenziato che l’eliminazione di discipline a livello unionale non implica necessariamente la loro rimozione negli ordinamenti nazionali. Daniel Bunn (Tax Foundation) ha infine sottolineato come l’incremento della complessità fiscale rappresenti una tendenza globale e non esclusivamente europea, richiamando l’esperienza statunitense caratterizzata da una progressiva stratificazione delle regole tributarie.
Una parte significativa della discussione è stata dedicata al coordinamento fiscale internazionale e all’evoluzione del rapporto tra i processi promossi in sede OCSE e quelli sviluppati nell’ambito delle Nazioni Unite. Helen Pahapill ha illustrato i progressi relativi alla futura convenzione quadro ONU in materia fiscale, prevista per il 2027, mentre Edwin Visser ha richiamato i rischi connessi alla frammentazione geopolitica e ai fenomeni di treaty override. Daniel Bunn ha inoltre evidenziato come l’espansione di modelli di imposizione fondati sulla source taxation possa incidere negativamente sulle dinamiche del commercio transfrontaliero.