L’OCSE ha pubblicato la Practical Guide to Investment Tax Incentives, documento volto a fornire ai policymakers strumenti operativi per migliorare l’efficacia e il value for money degli incentivi fiscali agli investimenti, con particolare attenzione alle economie emergenti e ai Paesi in via di sviluppo. Il rapporto muove dalla constatazione che, sebbene gli incentivi fiscali rappresentino uno strumento ampiamente utilizzato per attrarre investimenti, i risultati ottenuti appaiono spesso disomogenei e possono comportare rilevanti costi fiscali, distorsioni economiche e significative complessità amministrative qualora non siano adeguatamente progettati.
La guida adotta un approccio fondato sul lifecycle degli incentivi, prendendo in esame le diverse fasi di concezione, design, implementazione, monitoraggio e valutazione delle misure agevolative. In tale prospettiva, il documento sottolinea l’importanza di definire con chiarezza gli obiettivi di policy perseguiti e i sottostanti market failures che giustificano l’introduzione degli incentivi, evidenziando altresì la necessità di svolgere valutazioni ex ante sui costi e benefici attesi e di garantire coerenza con i più ampi framework di politica economica e fiscale.
Con riferimento al design delle misure, l’OCSE osserva che gli incentivi basati sulla spesa - quali accelerated depreciation e tax credits - tendono a risultare maggiormente efficaci nello stimolare investimenti aggiuntivi rispetto agli incentivi fondati sul reddito, i quali possono determinare windfall gains e incrementare i rischi di elusione fiscale. Il rapporto evidenzia inoltre la necessità di bilanciare esigenze di targeting e semplicità applicativa, evitando livelli eccessivi di generosità e collegando gli incentivi a risultati concretamente misurabili.
Particolare attenzione è dedicata anche alla fase di implementazione. Sul punto, la guida richiama l’esigenza di predisporre procedure trasparenti, prevedibili e amministrativamente sostenibili, includendo, ove appropriato, il ricorso a meccanismi di self-assessment al fine di ridurre i costi di compliance e gli oneri amministrativi per contribuenti e amministrazioni fiscali.
Il documento sottolinea infine l’importanza di rafforzare i sistemi di raccolta dati, monitoraggio e valutazione delle misure agevolative, considerati strumenti essenziali per misurare l’effettiva efficacia degli incentivi e orientare eventuali interventi di riforma, revisione o abolizione delle misure che non risultino in grado di produrre i benefici economici attesi.